Il sogno

Riprendendo il discorso dell’articolo precedente.

Quando si dorme e suona sveglia, sentiamo il suono della sveglia anche nel sogno, spesso mascherata. Stessa cosa succede anche per stimoli interni al corpo come un mal di pancia. E come succede con la pancia succede anche con le pulsazioni dell’Es, che durante la notte  approfitta delle basse difese del Super-Io e cerca di sfogare la sua energia facendo sognare all’uomo i suoi desideri più profondi e immorali.

Ma una scoperta del genere comporterebbe nella persona una nevrosi, quindi l’Io cerca di proteggere la psiche mascherando i desideri dell’Es. In questo modo il sogno ha due componenti: contenuto manifesto e contenuto latente. Il primo rappresenta ciò che si sogna, il secondo la reale trama del sogno.

In che modo è possibile interpretare i sogni? Questa è un’arte molto difficile. Bisogna sapere il passato del sognatore, i suoi eventi più recenti e bisogna sapere il contenuto manifesto. Il sogno non ha una nè una logica, nè ha una segue temporale. Il sogno è come un puzzle.

Spesso gli elementi che compaiono nel sogno non rappresentano loro stessi, ma un’altra cosa come una parola con un nome simile, o un qualcosa con una funzione simile, una forma simile o che si tendono ad accostare. Ogni gesto può essere visto come la rappresentazione del gesto stesso o l’opposto.

Spesso il pene viene rappresentato con oggetti fallici come bastone, ombrelli, pistole. Le vagina invece con oggetti con capacità di contenere qualcosa come una borsa o una valigia.

Es, Io e Super-Io

Es, Io e Super -Io. Cosa sono?

Per la psicanalisi sono quelle forze interiori che dovrebbero regolare la nostra vita, che ci fanno fare quello che facciamo e che ci fanno sognare quello che sogniamo.

L’Es è il nostro istinto, quello che ci rende più “animali”, lo abbiamo fin da quando nasciamo, anzi all’inizio abbiamo solo quello. È la fonte del nostro desiderio sessuale, della nostro essere golosi e di tutti gli altri “vizi” naturali e delle nostre emozioni.

Poi abbiamo l’Io. L’Io è quello che percepiamo, la nostra esplorazione del mondo. Appena nati non lo teniamo, ma cresciamo l’Io cresce con noi grazie alle nostre abilità di esplorazione e di percepire.

Per ultimo in ordine di nascita abbiamo il Super-Io. Rappresenta la nostra morale, quello che possiamo o non possiamo fare. Da piccoli questa forza è rappresentata dai nostri genitori, poi da adolescenti inizia a nascere dentro di noi, fino a diventare maturi.

Es e Super-Io sono nemici, e non posso essere lasciati liberi, e il compito di moderatore tra queste due forze è dell’Io. L’Io combatte contro l’Es che vorrebbe dare sfogo a tutte le nostre voglie e combatte con il Super-Io che vorrebbe farci diventare persone caste e pure, senza una macchia di peccato.

L’Es si divide in due diverse forze: Eros e Thanatos; Amore e Odio (o morte), la prima pulsazione vuole l’amore, è la fonte di tutte quelle azioni e emozioni positive che all’estremo possono diventare amore o amicizia; mentre la seconda vuole l’odio o la morte, ed è l’opposto dell’Eros, è la fonte di tutte quelle azioni e emozioni negative che all’estremo possono diventare odio e violenza. Queste due pulsioni si uniscono, si dividono, combattono tra loro con potenza e intensità diversa, ed è proprio tutto questo che da vita agli innumerevoli stati emotivi e atteggiamenti umani.

Immaginate la mente umana come un “macchina” che consuma energia per “comandare” l’uomo. L’energia viene presa dall’Es e le varie interazione tra le pulsazioni danno vita ai comportamenti. Ma come fanno? Ci sono numerosi canali, dove ogni canale porta a una tipologia diversa di comportamento. Alcuni canali posso essere bloccati per diversi motivi e quindi questa energia incanalata in questo canale deve comunque trovare un modo per sfogarsi e sceglie un altro canale. Ad esempio: Se in una persona viene incanalata nell’energia nel canale dell’aggressività e questo è bloccato, allora questa energia va a sfogare in un canale che comporta atteggiamenti legati al cibo; quindi quando è nervoso questa persona è aggressiva.

In un altro articolo affronterò il sogno freudiano, il suoi significato e i suoi simboli.

Dov’eri quando hai saputo dell’attentato alle Torri Gemelle?

Molto probabilmente te lo ricorderai…

La flashbulb memory è un processo tramite il quale si associano ricordi personali a eventi pubblici molto importanti. Questi ricordi rimangono vividi e quasi perfetti, o almeno molto più di ricordi più recenti ma non associati a nessun evento pubblico.

Questo concetto fu teorizzato nel 1977 da Brown e Kulik, che si focalizzarono su eventi quali l’assassinio di John F. Kennedy o di Martin Luther King.

 

…e tu dov’eri?

Meglio accendere una torcia…

Meglio conosciuto come Lucifero,  è una delle figure più interessanti di tutta la storia umana. Associato a Venere, come “prima stella del mattino” e a Giunone, Diana e Apollo, come luciferi, cioè portatori di luce, era il dio della luce e del mattino. Non un dio da poco insomma.

Nell’Antico Testamento il termine “Lucifer” è presente solo una volta e viene associato al re di Babilonia. Mentre nel Nuovo Testamento viene usato solo per indicare la stella mattutina:

“et habemus firmiorem propheticum sermonem cui bene facitis adtendentes quasi lucernae lucenti in caliginoso loco donec dies inlucescat et lucifer oriatur in cordibus vestris.” [Noi abbiamo anche la parola profetica più certa a cui fate bene a porgere attenzione, come a una lampada che splende in un luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori.]

2 Pietro 1:19

E viene usato anche nel libro dell’Apocalisse dove Gesù si identifica con la stella mattutina:

“Io Gesù ho mandato il mio angelo per attestarvi queste cose in seno alle chiese. Io son la radice e la progenie di Davide, la lucente stella mattutina.”

Apocalisse (22:16)

Oggi il nome di questo dio pagano viene spesso associato a quello di Satana. Infatti Lucifero era il nome del diavolo prima della sua discesa negli Inferi. Discesa avvenuta dopo una ribellione guidata dallo stesso Lucifero ai danni di Dio.

Invece in chiave gnostica Lucifero viene visto come portatore di conoscenza,  la scientia boni et mali, che ha permesso all’uomo di essere autonomo e di non dover più essere dipendente da Dio nell’Eden. La figura di Lucifero come un’entità buona viene poi ripresa durante l’Illuminismo e Romanticismo, basti pensare a Carducci o Baudelaire. Ovviamente non sto parlando di satanismo, ma di un qualcosa di diverso, sotto questo punto di vista la figura di Lucifero e circondata da un aura di luce e conoscenza,  che può essere sia complementare a Dio nel binomio Fede-Conoscenza, sia essere la stessa persona o entità in quanto entrambi portatori di luce.